08 marzo 2017

Dal cinque e mezzo al sei meno meno


Dal cinque e mezzo al sei meno meno,
lascio a voi la sufficienza,
la vita melensa,
la mensa coi soliti commensali,
i giuramenti fatali e la prudenza,
l'ambizione a un'esistenza controllata,
incastonata in un anello
o in altre forme di giudizio:
io tutti i giorni guardo negli occhi la mia fine
come fosse il mio inizio
e scivolo in un precipizio,
fragile interstizio tra il suolo ed il volo,
mentre brucio pagelle e strade maestre
e mi ferisco con queste mani
da cui cadono dita allo stremo
uno, due, tre, quattro, cinque, sei
meno meno.

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