StePius - poesie e interpretazioni a soggetto

Questi testi sono scritti da me. Sono libere interpretazioni, scritture filosofiche, narrazioni e poesie. Piccole pillole di vita a volte inutili, come la vita stessa, a volte belle, come il sogno ci insegna.

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26 gennaio 2007

C'era proprio bisogno

C'era proprio bisogno della pioggia:
incoraggia la malinconia.

Bevo un liquido rosso e amarognolo,
penso ai gatti sulla via
che non hanno bisogno di case,
che non hanno nulla di umano,
intruglio di streghe,
orgoglio di qualche merlino.

Già,
c'era proprio bisogno della pioggia,
nel casino di questi battiti animali,
nere ali di cormorano,
goccia su goccia a ripulire i viali,
a benedire me che ancora ti amo.

19 gennaio 2007

Dopo le cinque

Dopo le cinque
nessuno mi convince
che il cuore è uguale a prima,
la sera tracima e concima il cielo di opache stelle,
ritorno a tutte quelle cose che ho perduto
ridefinisco i contorni dei giorni passati,
ricalco di rosso le ferite
e le vite degli altri guardo da lontano.

Dopo le cinque
siamo diversi,
persi in vaghi tramonti
con romanzi d'amore
che si sfaldano tra le dita
ed il tè amaro
più amaro di tutta la vita.

15 gennaio 2007

Ridipinta da cima a fondo

Ridipinta da cima a fondo,
il biondo dei capelli
e quello degli stivali:
forse vali oro,
forse vale niente
ma è divertente scrivere per te,
un diversivo liquido,
una birra chiara,
una giara di vino bianco:
quando sarò stanco
sarai già andata via
ma l'ultima sorsata,
evaporata, sarà mia.

08 gennaio 2007

Guerriglia rivoluzionaria

Entro i limiti di questa guerriglia,
sulla proda di ciglia bagnate
in giorni spesi ad aspettare serate,
appuntamenti con occasioni mancate:
il calendario non è fatto di date,
il mio binario ha rotaie rimate
e la parola scivola tra ritorni ed andate
cercando invano consolazione
tra barbe, fucili e rivoluzione.

02 gennaio 2007

007

007, segreto dell'avvenire:
tutte queste fattucchiere
hanno lo stesso parrucchiere.

Non ho bisogno di polonio
nè di particolari licenze:
il domani muore da sè,
come i fiori che ti ho dato
e non hai innaffiato mai,
come il sole che hai dipinto
su qualche stinto sfondo
di teatro,
o forse era un mondo
ma già recitato.