StePius - poesie e interpretazioni a soggetto

Questi testi sono scritti da me. Sono libere interpretazioni, scritture filosofiche, narrazioni e poesie. Piccole pillole di vita a volte inutili, come la vita stessa, a volte belle, come il sogno ci insegna.

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31 ottobre 2006

La salute degli altri

La salute degli altri
aumenta la tua:
bella questa teoria
detta prima di cena,
mentre un'altalena di persone
ci scorre intorno
tra lo smog che danza
e una nebbia che non cala.
Come una cicala
svelo nuovi particolari
e i fari sono tutti per lo show
e ancora viandanti,
rose e spine di ambulanti
e chissà quanti portatori di vita sana
e nuovo ossigeno nelle vene,
se per un momento dimentico,
se per un minuto sto bene.

22 ottobre 2006

Stivali verdi

Non ho uno sguardo daltonico
e mi sembra ridicolo chi si vanta d'averlo,
forse potrei comprarlo in qualche bazar marziano,
dire che amo i tuoi stivali verdi,
gli orecchini di giada,
la strada erbosa:
certo, sarebbe una bella cosa,
faciliterebbe l'esistenza
ma il dio che dispensa i colori
mi ha regalato tutte le sue ombre.
Sto dove incombe la notte,
al margine di grotte per bestie feroci:
non c'è nulla da vedere
perciò se vuoi spegni pure la lampadina,
faremo finta di godere
poi
ti chiamerò mattina.

14 ottobre 2006

Topolini bianchi

Topolini bianchi,
reduci albini di esperimenti,
piccoli occhi da trattare coi guanti:
mi manchi sai,
è come il sole che più ne hai più ne vorresti.
Questi sono i miei amici:
se dici che sono sudici inganni te stessa.

Fugge un'elefantessa all'orizzonte,
seminando impronte che nessuno seguirà,
chissà se potrai capire
nel tuo tempo distratto,
col tuo cuore leggero
e quello sguardo da gatto.

09 ottobre 2006

Nebbia francescana

In questa mattina di nebbia francescana
una fiumana di note bianche sale dalla belletta:
non c'è fretta di guarire,
voglio stare ancora col mio male
a guardare i santi trapassare,
i dannati arrancare nei pressi di un binario
e le dive da calendario sfiorire,
spettatore decadente
di un niente che diviene e si disfa,
riconquista fragile d'uno spirito arroccato,
peccato veniale liso e consumato.

Sono un malato su una sedia a dondolo
e mentre il mondo oscilla e ruota
contemplo la mia vuota misura
tra un paio di sandali e un saio,
basiliche immense
e un ubertoso vendemmiaio.

03 ottobre 2006

Un bagliore di sole

Giungi da giorni lunghi,
dove c'era un bagliore di sole
e il candore dei gigli
s'aggirava leggero tra i prati ed il cielo:
ora capisco che esisti
mentre io
non son stato mai vero.

01 ottobre 2006

Festa del paese

Festa del paese:
piove sulle chiese e sulle cimase,
passi di bimbi e d'anziani,
strani echi di tempi lontani.

In fondo la gente non cambia,
è solo lo sfondo che muta:
ogni storia è vissuta da secoli
preti, donne e personaggi ridicoli.

A parte l'asfalto,
le mantelle sono sempre le stesse
e Penelope tesse e disfa la solita trama
mentre Ulisse nel bar sta brindando.
Verso il fondo un ubriaco
a piedi nudi nel suo fango.