StePius - poesie e interpretazioni a soggetto

Questi testi sono scritti da me. Sono libere interpretazioni, scritture filosofiche, narrazioni e poesie. Piccole pillole di vita a volte inutili, come la vita stessa, a volte belle, come il sogno ci insegna.

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29 gennaio 2006

Tutto ciò che non sapete sulla storia e non avete mai osato chiedere (I)

La partenza di Colombo per le Americhe
Per festeggiare la partenza di Cristoforo Colombo per le Americhe, la Regina Isabella indisse una cena di gala a cui parteciparono tutti i nobili di Castiglia e di Aragona.
Al momento del dolce i convitati erano un po' brilli, e molti rifiutarono la portata. La Regina però, volle che le prelibatezze fatte cucinare appositamente da mastri pasticceri italiani e francesi venissero gustate fino in fondo. Chiese allora silenzio con un battito di mani, poi ordinò al "festeggiato" di dare il buon esempio.
Colombo, col naso rosso e l'alito intriso di Amontillado, si guardò intorno attonito. Pensò alla focaccia genovese o al Pan di Spagna. Poi, l'idea gli venne dal suo migliore amico: il mare. Schioccò le dita e disse "Garçon, tre creme caravel: Nina, Pinta e Santa Maria!".
Il Re Ferdinando, gonfio di Garnacha, alzando il calice esclamò "Olè". E mai brindisi fu più propizio.

24 gennaio 2006

Aquilone di seta

E scivoli dalle mani
come rena sottile.
Gira la clessidra:
ciò che si può dire sul tempo
lo stiamo già perdendo.
Cerco di te,
tra le pagine della notte,
tra le filastrocche del mare.
Cerco di te,
per ritrovare
quel pezzo di me che sapeva amare,
ma liquide rimpiccioliscono le ore,
il liquore nel calice cala,
il vento sfila una spola:
c'è un aquilone di seta
che impalpabile vola.

21 gennaio 2006

Come aragoste

Perché le aragoste sono rosse
come il sangue ricco di ossigeno?
Perché mangiarle è un vizio poco economico?
Domande che girano nella testa e nello stomaco
mentre succhio una chela che avrà esplorato chissà quali fondali.
Forse se ci fossero animali superiori che si nutrissero di uomini
saremmo migliori,
meno tragici,
meno comici:
danzeremmo sul giusto mezzo
e abbandonando le mollezze
acquisiremmo la profondità ed il carattere coriaceo,
lucido ma semplice,
d’un vermiglio crostaceo.

15 gennaio 2006

Gettando parole al vento

Io non viaggio molto,
però ascolto l'eco del vento
e lo sento bene,
molto meglio di certi finti navigatori:
sono spesso fuori di me
e quando mi guardo negli occhi
leggo storie da romanzo,
e non sono mai stanco di leggerle
e non sono mai stanco di scriverle
e di gettarle al vento
che sa condividerle.

10 gennaio 2006

La distrazione

La distrazione è un'emozione arancione
che estrae bussolotti a casaccio.
Scaccio a volte anche gli spiriti maligni
ma la distrazione
maschera contingenze da bisogni
o limpide pienezze da difetto.
Ormai è troppo tardi:
non ascolto più,
non ricordo ciò che hai detto;
accozzaglia di volti e di cose,
le basi sono erose,
svolazzo come un angioletto:
ma cos'è questa poesia?
Non lo so più
e allora
smetto.

07 gennaio 2006

Inquietudini intense

Storie prevedibili,
aereoplani in atterraggio,
un paggio suona la sua tiritera:
è tutto così
sin dai tempi di Atene,
ma a volte conviene tenersi il sogno
e lasciare al mondo la realtà,
la minestra, il sofà e la televisione.
Ci sono persone
nate per le altezze e gli abissi,
sono quasi clandestine,
tengono spesso gli occhi bassi:
non sono vincenti,
raramente contente,
nulla di coerente attraversa la loro vita.
Nessun aedo canta la loro perfida fortuna
e io son solo uno che guarda
senza colmar questa lacuna.